Dopo il successo della missione IXV, il programma Space-Rider si pone come obiettivo principale di dotare l'Europa per la prima volta di un sistema di trasporto spaziale a basso costo, riutilizzabile, che consenta non solo di effettuare operazioni e sperimentazioni in orbita ma anche di ritornare a terra permettendo cosi il recupero dei payload ed il riutilizzo del veicolo per missioni successive.
Space Rider verrà lanciato dal vettore VEGA C in orbita bassa, ad una quota di 450 km ed in un ampio regime di inclinazioni, dove resterà per un tempo superiore a due mesi per poi rientrare in atmosfera ed atterrare sull'Isola di Santa Maria, nelle Azzorre.
La missione di riferimento per la progettazione delle navicella spaziale prevede l'incontro a distanza ravvicinata con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e la cattura di payload scientifici rilasciati da quest'ultima per essere riportati a terra. Inoltre Space Rider, la cui caratteristica principale sarà proprio la flessibilità nella gestione delle missioni, potrà effettuare sperimentazione autonoma in microgravità, dimostrazione in orbita di tecnologie, osservazione e monitoraggio della terra, dimostrazione di operazioni di manutenzione satelliti.
Il rientro in atmosfera, a velocità di circa 7,5 km/s, sarà garantito da un sistema di protezione termica basato su materiali ceramici e ablativi e da un sistema di controllo con superfici aerodinamiche e piccoli razzi. Superata la fase calda del rientro in atmosfera, il veicolo affronterà la fase finale di discesa con l'aiuto di un parafoil a guida autonoma che porterà il veicolo ad atterrare su pista o campo aperto in condizioni di sicurezza.
La realizzazione del programma è stata affidata da ESA al CIRA e a Thales Alenia Space-Italia. I due capofila industriali gestiscono a loro volta un consorzio di oltre venti aziende Europee operanti nel settore spaziale.