Il CIRA ha superato con successo la Manufacturing Readiness Review (MRR) per il progetto Separable Aeroshell for Martian discrete-event drag modulation Aerocapture (SAMA), ottenendo dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e da Thales Alenia Space Italia, prime contractor della missione, l'autorizzazione ufficiale per avviare la produzione del dimostratore tecnologico, da realizzare in collaborazione con ALI S.p.A. Questo importante traguardo segna l'inizio di una fase produttiva che durerà circa tre mesi, durante i quali verranno realizzati i due macrocomponenti fondamentali del sistema: il Nose e il Drag Ring.
Questi elementi saranno al centro della campagna di test prevista per l’estate 2026 presso le facility del CIRA. Le prove avranno l’obiettivo di verificare il corretto funzionamento dei meccanismi di sgancio in condizioni rappresentative dello scenario operativo. A tal fine, l'assetto sperimentale ideato dal CIRA prevede la messa in rotazione del dimostratore per simulare la reale dinamica di volo, abbinata all'utilizzo di un sistema di molle capace di replicare le accelerazioni e i carichi aerodinamici che agiranno sul Drag Ring nella delicata fase di separazione.
Il progetto si inserisce nel quadro della Terra Novae 2030+ Exploration Strategy di ESA, che contempla una futura missione su Marte finalizzata a dimostrare l’efficacia della tecnica di aerocattura. Questo approccio innovativo mira a semplificare l'inserimento in orbita marziana sganciando parte dello scudo termico (l'aeroshell) durante l'ingresso in atmosfera, modulando così la resistenza e facendo variare il coefficiente balistico del veicolo.
In questo contesto il CIRA riveste un ruolo di primo piano curando non solo lo sviluppo integrale del dimostratore tecnologico, finalizzato al raggiungimento del livello di maturità tecnologica TRL 4, ma anche il dimensionamento termo-strutturale del sistema di protezione termica (TPS) per il futuro veicolo di volo.