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Space Rider, il Body Flap Assembly supera il test di qualifica statica e cinematica

Il programma Space Rider (SR) dell’Agenzia Spaziale Europea compie un nuovo, decisivo passo avanti verso il volo. Dopo i recenti successi ottenuti con la qualifica del Nose, le attività di verifica si sono concentrate su un altro sottosistema cruciale per il rientro atmosferico: il Body Flap Assembly (BFA).

Questo componente rappresenta una notevole sfida sia ingegneristica sia tecnologica, combinando esigenze strutturali, termiche e meccaniche. Realizzato in ISiComp®, il materiale composito ceramico sviluppato da CIRA in partnership con PETROCERAMICS, il Flap è fissato alla struttura del veicolo tramite due supporti in lega di Titanio Ti6Al4V realizzati al CIRA con la tecnologia Additive Manufacturing. Il punto di snodo tecnologico dell'intero assieme risiede nell'integrazione tra le parti mobili e fisse del TPS: tra il Flap e il componente denominato Hinge TPS, sono infatti presenti complessi sistemi di guarnizioni avanzate, realizzate dall’azienda Insul.Tecno, insieme ad altri componenti isolanti per elevate temperature. La loro funzione è duplice e critica: sigillare ermeticamente il sistema per proteggere le strutture interne dal flusso di plasma ad altissime temperature che avvolge il veicolo, e allo stesso tempo, non ostacolare la mobilità del Flap, garantendo che le superfici di controllo possano muoversi liberamente.

Per validare un sistema così complesso, è stata condotta una estensiva campagna di prove, rappresentativa di oltre 24 voli completi, presso gli impianti dell'azienda Pluslab di Bergamo. L'obiettivo non era solo verificare la robustezza, ma dimostrare la perfetta funzionalità del Flap e la sua interazione con la guarnizione in ogni condizione operativa. Nello specifico, il BFA è stato sottoposto a tre tipologie di test:

  • Test Statici, volti a garantire la resistenza strutturale dell'assieme ai carichi massimi previsti.
  • Test Cinematici, necessari per valutare la mobilità del Flap, anche in presenza di carico, e condurre un'analisi approfondita di tutti gli attriti presenti nel sistema.
  • Test di Fatica, durante i quali è stato applicato sul Flap un carico variabile, rappresentativo delle reali sollecitazioni cicliche che il veicolo incontrerà durante la fase di rientro atmosferico.

I risultati hanno confermato la piena integrità e operatività del componente. L'analisi dei dati ha dimostrato che, anche nelle condizioni di carico più gravose, riprodotte in laboratorio tramite una massa di oltre 530kg, e in presenza degli attriti generati dalle guarnizioni, la superficie di controllo è in grado di lavorare alla perfezione. Si tratta di un tassello fondamentale per il completamento del Re-entry Module di Space Rider, il primo sistema di trasporto spaziale riutilizzabile in Europa.