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venerdì 16 settembre 2016
97
mercoledì 1 aprile 2020
Space Propulsion Systems
No
Propulsion

La linea strategica di ricerca dedicata ai Propulsori Spaziali è coerente con quanto programmato e richiesto, in ambito nazionale da ASI e MUR e in ambito europeo da ESA e UE.

Molteplici sono le motivazioni che spingono il Cira a sviluppare questa tematica. Le principali sono:  

  • ​il ruolo importante dell'Europa nel settore dei lanciatori e quello dell'Italia, in particolare, nel campo dei lanciatori di piccola taglia. L'Italia è infatti tra i principali attori del programma di sviluppo del lanciatore VEGA (lanciatore per satelliti fino a 1.500 kg in orbita LEO);

  • le linee di sviluppo dei prossimi anni delineate nell'ultima Ministeriale ESA, che hanno indicato l'evoluzione di VEGA come una priorità per potenziare le capacità di lancio europee. In particolare è stato finanziato lo sviluppo di VEGA-E che prevede un upgrade del lanciatore con un propulsore di terzo stadio con propellenti metano e ossigeno liquidi (LOX/LCH4);

  • i driver tecnologici, identificati dall'UE nell'ambito del Work Program Space di Horizon 2020 per i sistemi per l'accesso allo Spazio ed il trasporto spaziale, riguardano anche la propulsione;

  • il programma HYPROB, affidato al CIRA dal MIUR a partire dal 2010 con lo scopo di sviluppare know-how sui sistemi propulsivi spaziali a base di idrocarburi (metano), si conferma come strumentale a rendere il CIRA una struttura di eccellenza a livello europeo sulla propulsione, consentendo la formazione di personale altamente qualificato e la crescita di capacità tecnologiche avanzate al proprio interno e nelle aziende collegate;

  • l'uso di micro e nano satelliti che si sta sempre più affermando e la cui messa in orbita può avvenire con lanciatori di piccole dimensioni grazie all'utilizzo di motori ibridi;

  • il forte interesse che si sta manifestando, a livello internazionale ed europeo, per i viaggi interplanetari, e in particolare per Marte, impone lo sviluppo di sistemi propulsivi che attingano energia dal Sole.



La linea di ricerca dedicata ai Propulsori Spaziali è coerente con quanto programmato in ambito nazionale ed europeo. Tra le motivazioni che spingono a sviluppare questa tematica vi sono l'importante ruolo dell'Italia nel programma VEGA e il programma HYPROB affidato al CIRA per il know how sui sistemi propulsivi spaziali a base di idrocarburi.
Propulsori Spaziali

 

 

Propulsori Spaziali<img alt="" src="https://www.cira.it/PublishingImages/Artist_s_view_of_Vega-C.jpg" style="BORDER:0px solid;" />https://www.cira.it/it/spazio/propulsori-spaziali/Propulsori SpazialiPropulsori Spaziali<p>​<span style="text-align:justify;">La linea strate</span><span style="text-align:justify;">gica di ricerca </span><span style="text-align:justify;">dedica</span><span style="text-align:justify;">ta </span><span style="text-align:justify;">ai Propulsori Spaziali è coerente con quanto programmato e richiesto, in ambito nazionale da ASI e MUR e in ambito europeo da ESA e UE.</span></p><p style="text-align:justify;">Molteplici sono le motivazioni che spingono il Cira a sviluppare questa tematica. Le principali sono:  </p><ul style="list-style-type:disc;text-align:justify;"><li><p>​il ruolo importante dell'Europa nel settore dei lanciatori e quello dell'Italia, in particolare, nel campo dei lanciatori di piccola taglia. L'Italia è infatti tra i principali attori del programma di sviluppo del lanciatore VEGA (lanciatore per satelliti fino a 1.500 kg in orbita LEO);<br></p></li><li><p>le linee di sviluppo dei prossimi anni delineate nell'ultima Ministeriale ESA, che hanno indicato l'evoluzione di VEGA come una priorità per potenziare le capacità di lancio europee. In particolare è stato finanziato lo sviluppo di VEGA-E che prevede un upgrade del lanciatore con un propulsore di terzo stadio con propellenti metano e ossigeno liquidi (LOX/LCH4);<br></p></li><li><p>i driver tecnologici, identificati dall'UE nell'ambito del Work Program Space di Horizon 2020 per i sistemi per l'accesso allo Spazio ed il trasporto spaziale, riguardano anche la propulsione;</p></li><li><p>il programma HYPROB, affidato al CIRA dal MIUR a partire dal 2010 con lo scopo di sviluppare know-how sui sistemi propulsivi spaziali a base di idrocarburi (metano), si conferma come strumentale a rendere il CIRA una struttura di eccellenza a livello europeo sulla propulsione, consentendo la formazione di personale altamente qualificato e la crescita di capacità tecnologiche avanzate al proprio interno e nelle aziende collegate;<br></p></li><li><p>l'uso di micro e nano satelliti che si sta sempre più affermando e la cui messa in orbita può avvenire con lanciatori di piccole dimensioni grazie all'utilizzo di motori ibridi;<br></p></li><li><p>il forte interesse che si sta manifestando, a livello internazionale ed europeo, per i viaggi interplanetari, e in particolare per Marte, impone lo sviluppo di sistemi propulsivi che attingano energia dal Sole.<br></p></li></ul><p><br><br></p>

 Attività

 

 

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