Test finale del progetto SMS per una futura missione su Marte nel Plasma Wind Tunnel Scirocco del CIRA
Lo scorso dicembre, presso il Plasma Wind Tunnel Scirocco del CIRA, è stato condotto con successo il test finale del progetto SMS (Smart Manufacturing in Space), un passaggio cruciale che conclude lo studio di Missione e di Sistema sviluppato nell’arco di oltre un anno e mezzo.
Il progetto è stato realizzato da un partenariato composto dal CIRA, in qualità di capofila, dal Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS), ALI, Lead Tech, l’Università di Cagliari e Finis Terrae. L’iniziativa è finanziata dal Ministero della Ricerca (MUR) nell’ambito del PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020, in coerenza con il PNR 2015-2020.
L’obiettivo di SMS è la progettazione di una sonda spaziale destinata al lancio nei prossimi anni, in funzione della disponibilità del lanciatore (ARIANE 62 o VEGA E). La missione mira alla realizzazione di manufatti direttamente sul suolo marziano, sfruttando risorse disponibili in situ, come la regolite, attraverso un innovativo processo di sinterizzazione delle polveri.
Nel corso del progetto, il CIRA ha svolto un ruolo centrale sia come coordinatore programmatico e tecnico sia nello sviluppo delle principali attività scientifiche e ingegneristiche. In particolare, ha realizzato il modello aerodinamico e aerotermodinamico della capsula in ingresso atmosferico (AEDB e ATDB), analizzando sia il regime continuo sia quello a flussi rarefatti mediante tecniche avanzate di Direct Simulation Monte-Carlo (DSMC - SPARTA). Il CIRA ha inoltre sviluppato le analisi di missione e delle traiettorie di ingresso, il modello termo-strutturale dello spacecraft e ha progettato e condotto la complessa campagna di test sperimentali presso Scirocco.
I risultati del test finale sono stati estremamente positivi, superando le aspettative iniziali. Le prove hanno permesso di qualificare il dome dello scudo termico, realizzato con materiali commerciali (COtS) e basato sulla tecnologia IRENE, sviluppata anche dal CIRA, a temperature e flussi termici significativamente superiori a quelli previsti. Questo risultato garantisce ampi margini di sicurezza e robustezza per una futura missione reale, confermando la solidità delle soluzioni tecnologiche adottate.