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USV

Gli shuttle del futuro dovranno essere capaci di rientrare dallo spazio effettuando manovre molto più complesse di quelle che effettuano gli attuali traghetti spaziali statunitensi, veleggiando più a lungo ed effettuando manovre sempre più simili a quelle di un aeroplano. Questo, ad esempio, permetterà ampliare notevolmente la scelta delle possibili piste di atterraggio rendendo più versatili i mezzi di trasporto spaziale.

 

 

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USV (Unmanned Space Vehicles) del CIRA è un programma teso allo sviluppo di tecnologie abilitanti per i futuri sistemi di accesso e rientro spaziali e di volo trans-atmosferico (aerospazioplani) diviso in più fasi e aspetti e realizzato per mezzo di laboratori volanti estremamente sofisticati.

I Laboratori Volanti Spaziali

USV_1: Il CIRA ha realizzato due “laboratori volanti” gemelli Castore e Polluce, dedicati al volo transonico e basso-supersonico (circa 1.200 chiloetri orari) tramite lancio da pallone stratosferico dalla base di Arbatax in Sardegna. La prima missione DTFT_1 (Dropped Transonic Flight Test #1) è stata realizzata il 24 febbraio 2007 da Castore, durante la quale si è raggiunta la velocità massima di Mach 1.07, ha permesso di acquisire milioni di dati dagli oltre 500 sensori a bordo; Durante la seconda missione, DTFT_2, effettuata l’11 aprile 2010, è stato raggiunto Mach 1.23 e sono state eseguite in modo completamente autonomo e gestite dal computer di bordo complesse manovre con virate e variazioni di assetto, fino all’ammarraggio. Successivamente, si realizzerà la missione DSFT (Dropped Supersonic Flight Test) caratterizzata da un Mach massimo di 1.8 ed una quota di sgancio dal pallone stratosferico di oltre 35 km.

USV_2: Il progetto prevede la realizzazione di un velivolo simile ai laboratori volanti di USV_1, ma in scala 1:5, lanciato da un razzo sonda australiano dalla base di Woomera,  per raggiungere la velocità massima di Mach 8 circa.

Lo studio di fattibilità è stato completato in collaborazione con l’University of Queensland con la quale è stato siglato un Memorandum of Understanding orientato a creare sinergie operative tra USV_2 e il programma australiano HiFIRE.

USV_3: Il progetto si fonda sul concetto di un sistema di rientro ad alta portanza (High Lift), introdotto sui tavoli internazionali proprio da CIRA ed oggi oggetto di forte attenzione anche da parte del DLR. Per mancanza di finanziamenti, il progetto non può essere realizzato almeno nella sua dimensione originale, ma resta un punto di riferimento importante sia per le attività tecnologiche che per le discussioni internazionali e la finalizzazione di eventuali accordi (per esempio con University of Queensland, con DLR). L’approccio individuato per USV_2 (velivolo in scala ridotta) potrà dimostrarsi utile per configurare una missione di rientro a costo contenuto.