| Il Ministro Gelmini, a Farnborough, parla del CIRA |
| Capua, 20 luglio 2010 Il Ministro Gelmini, a Farnborough, parla del CIRA Il Ministro dell’Università e Ricerca, Mariastella Gelmini è presente in questi giorni a Farnborough, una delle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali del settore aerospaziale. Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, il Ministro parlando del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali ha ribadito l’importanza strategica del CIRA e dei suoi programmi nell’ambito della ricerca italiana, assicurando che i finanziamenti dedicati non corrono alcun rischio di taglio. Il Presidente Enrico Saggese, durante la visita del Ministro presso lo stand ASI, le ha illustrato la missione del laboratorio volante spaziale senza pilota “Polluce” del CIRA, compiuta con successo lo scorso 11 aprile. La visita è proseguita poi allo stand della Regione Campania, curato ed organizzato dal CIRA nell’ambito di Campaniaerospace, dove il Ministro ha incontrato il Direttore Generale del CIRA, Leopoldo Verde, ed i rappresentanti di alcune aziende campane del settore. Durante questo incontro il Ministro ha espresso l’intenzione di visitare prossimamente il Centro di Ricerche e di incontrare la realtà industriale campana nel settore aerospaziale. |
| CONFERENZA STAMPA c/o CIRA del 01-06-2010 |
| Alle ore 12:00, a valle di un’assemblea con i dipendenti, il Presidente del CIRA Enrico Saggese terrà una conferenza stampa in relazione all’inserimento del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali nell’elenco degli enti non più finanziabili da parte dello Stato. Il CIRA è una società consortile a cui lo Stato italiano ha affidato il compito di realizzare il Programma Nazionale di Ricerca Aerospaziale (PRO.R.A). Gli investimenti sostenuti nell’arco di oltre 20 anni, che hanno consentito la realizzazione di impianti unici al mondo, ammontano a circa mille milioni di euro. I fondi che si è ventilato di eliminare, pari a 24 milioni di euro, vengono assegnati per sostenere le spese di adeguamento tecnologico, manutenzione e gestione degli impianti di proprietà dello Stato. Per info: Maria Pia Amelio 340/50544930 0823/62.3121 Giorgio Di Bernardo 347/8484031 |
| Incomprensibile inserimento CIRA in liste enti |
| L’inserimento del CIRA in liste di enti inutili è incomprensibile visto che è lo stesso Stato italiano che ha voluto con apposita legge il PRORA, unico Programma Nazionale di Ricerche Aerospaziali, e ha affidato al CIRA, unico Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali, la realizzazione e la gestione del Programma. Lo ha detto ieri il presidente del CIRA, Enrico Saggese, parlando a Capua, sede del Centro, nel corso di un assemblea con i dipendenti. Lo Stato, ha spiegato Saggese «ha investito nel PRORA circa un miliardo di euro in infrastrutture di ricerca e in crescita di competenze uniche al mondo, un patrimonio prezioso di proprietà dello Stato in beni materiali e immateriali realizzati per il tramite del CIRA e gestiti e mantenuti dal CIRA stesso con un contributo statale annuo pari a circa 24 milioni di euro. In pratica, è come se il CIRA avesse un contratto di servizio dallo Stato per mantenere un patrimonio dello Stato stesso. Se lo Stato dovesse decidere di definanziare il PRORA, deve anche assumere e comunicare decisioni strategiche in ordine alla destinazione del proprio ed esclusivo patrimonio di beni materiali e immateriali sin qui realizzato». Il presidente ha poi ricordato che quest’anno il CIRA ha generato un utile di circa sette milioni di euro, che vengono reinvestiti nello stesso programma PRORA, «un comportamento assolutamente virtuoso e trasparente, certificato da revisori contabili nominati da MIUR e MEF e da un magistrato della Corte dei Conti, oltre che da una Commissione interministeriale cui partecipano membri designati dai Ministeri della Ricerca, dello Sviluppo Economico, della Difesa e dell’Economia e Finanza». Una lettera per spiegare la natura del rapporto tra Stato, PRORA e CIRA sarà presto inviata a tutti i ministri interessati. Si ricorda che presso il CIRA si trovano impianti di assoluto rilievo a livello mondiale per caratteristiche e prestazioni, come il LISA, utilizzato per prove di crash su aeromobili, l’IWT, per lo studio della formazione di ghiaccio sulle superfici dei velivoli e il PWT, il più performante Plasma Wind Tunnel del mondo. Di assoluto rilievo anche i laboratori, tra i quali l’USV, Unmanned Space Vehicle, precursore di futuri sistemi di rientro spaziale e di aerei ipersonici, che poche settimane fa ha effettuato con successo un volo autonomo in regime transonico scendendo da 24 chilometri di quota. Per info: Maria Pia Amelio 340/5054930 0823/62.3121 Giorgio Di Bernardo 347/8484031 |
| Missione compiuta. Lanciato “POLLUCE” |
| Lanciato "POLLUCE", il secondo laboratorio volante spaziale senza pilota del CIRA 11 Aprile 2010 Ha compiuto con successo la sua seconda missione l’USV (Unmanned Space Vehicles), il velivolo aerospaziale senza pilota del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), il primo al mondo nel quale si è cercato di utilizzare una forma aeronautica per indagare una parte delle traiettorie di rientro dallo spazio. Protagonista di questa missione il velivolo “Polluce”, secondo esemplare di USV realizzato dal CIRA con il contributo di importanti industrie nazionali del settore, così come il gemello “Castore”, che ha compiuto la sua missione nel febbraio 2007. Dopo due mesi di attesa caratterizzati da tempo e venti non favorevoli, oggi si sono presentate tutte le condizioni ideali per il lancio. Lancio che è avvenuto alle ore 8:45 dall’Aeroporto di Arbatax-Tortolì in Sardegna, nei pressi del Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ). La missione si è conclusa alle ore 11:20 con l’ammaraggio dell’USV, in una zona di mare isolata e controllata dal PISQ Il recupero del velivolo, ad opera della nave Tavolara della Marina Militare, è attualmente in corso. Nelle prime ore del mattino è stato gonfiato (con 340.000 metri cubi di elio) il pallone stratosferico che ha portato il velivolo, privo di motore, alla quota stabilita di 24 km. Successivamente, “Polluce” è stato sganciato ed ha accelerato in caduta fino ad una velocità di 1,2 Mach. La parte più importante della missione, ovvero la fase sperimentale vera e propria, è durata 140 secondi durante i quali il velivolo, grazie alle tecnologie del volo e alle leggi di controllo “autonome” messe a punto nell’ambito del programma USV, ha compiuto una serie di operazioni estremamente complesse tra cui: una manovra di richiamata (più lunga rispetto a quella effettuata durante il primo lancio), una manovra a velocità costante ed assetto variabile definita “alfa-sweep”, e due virate con manovre latero-direzionali. Un’ultima manovra di richiamata ha portato al rallentamento del velivolo fino ad una velocità prossima a Mach 0,2 (circa 250 km/h), consentendo, così, l'utilizzo di un paracadute convenzionale fino all’ammaraggio. L'esperienza operativa maturata con il primo lancio, così come l’analisi dei dati raccolti hanno consentito, dunque, non solo di realizzare un velivolo più avanzato rispetto al precedente, ma anche di progettare una seconda missione più complessa, sia dal punto di vista delle velocità da raggiungere, che delle manovre da effettuare. I milioni di dati raccolti durante la missione saranno ora studiati e analizzati dal CIRA. Le prossime settimane consentiranno di esplorare la valenza scientifica e tecnologica della missione capitalizzando tutti i risultati raggiunti. Obiettivo di questa missione era l'acquisizione di dati relativi al volo transonico, fase particolarmente critica e meritevole di ulteriori approfondimenti, e supersonico di un veicolo più affusolato degli attuali sistemi di rientro. Nei prossimi anni, si prevede di realizzare laboratori volanti ancora più sofisticati, per lo studio delle complesse fasi del volo ipersonico (5000-6000 km/h) in atmosfera e di rientro dallo spazio per mettere a punto alcune delle principali tecnologie e metodologie che consentiranno alle nostre industrie di sviluppare i futuri velivoli spaziali e transatmosferici in grado di ridurre notevolmente il tempo di collegamento tra diversi continenti. La presenza a bordo di due “passeggeri” ha rappresentato un altro elemento caratterizzante di questa seconda missione. Si tratta di due esperimenti: uno proposto da una PMI campana, Strago Ricerche, basato sull'uso di tecnologia MEMS (sistemi elettromeccanici miniaturizzati) per la misurazione delle accelerazioni caratteristiche del volo fino all'ammaraggio; l'altro, ideato da alcune scuole medie superiori della Puglia, finalizzato alla rilevazione dell'opacità dell'atmosfera collegata alla presenza di aerosol. Al successo del programma e di questa missione hanno contribuito, oltre ai laboratori di ricerca del CIRA, le principali aziende italiane del settore in fase di progettazione e realizzazione dei velivoli, diversi enti e istituzioni, quali ENAC/ENAV, Aeronautica Militare, Marina militare, ESA, ASI, per la fase operativa. Il tutto con l’azione di coordinamento tecnico-gestionale e supervisione operativa svolta dall’Ufficio Sistemi Spaziali del CIRA guidato dal Program Manager USV, Gennaro Russo. «Il volo di Polluce – ha detto il presidente del CIRA, Enrico Saggese - rappresenta un importante passo avanti nelle ricerche per la realizzazione di nuovi sistemi di rientro automatici che in futuro porteranno alla realizzazione di shuttle di seconda generazione, con capacità di manovra ad altissima velocità e di atterraggio completamente autonomo». «La strategia del CIRA di investire su questo tipo di ricerche – ha aggiunto Saggese – si è dimostrata vincente anche per le analogie con studi simili avviati dall’Agenzia Spaziale Europea per i sistemi di rientro automatici, rispetto ai quali il CIRA, con questa missione, si pone in una posizione di assoluto rilievo». «Dopo l’esperienza di Castore, – ha detto il responsabile del Programma USV, Gennaro Russo – quella di Polluce va ad arricchire le competenze consolidate che il CIRA da circa un decennio sta accumulando nel settore dei futuri sistemi ipersonici e di rientro spaziale. Avvicinare l’aeronautica allo spazio è l’obiettivo principe del programma USV, che punta ad utilizzare in ambito spaziale velivoli a più alta efficienza aerodinamica». «Il futuro del programma – ha detto Russo – riguarda una ulteriore missione con Polluce per poter raggiungere una velocità massima prossima a Mach 2. Nel frattempo si sta studiando un altro velivolo capace di realizzare un volo a Mach 8 (circa 10000 km/ora) che dovrebbe volare entro 3 o 4 anni». LE FOTO DEL LANCIO |
| “POLLUCE”: pronto al volo il secondo esemplare |
| “POLLUCE”: pronto al volo il secondo esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota del CIRA 22 gennaio 2010 “Polluce”, il secondo esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota del CIRA è di nuovo pronto al volo. Lo ha annunciato oggi il Presidente del Centro, Enrico Saggese, nel corso dell’evento organizzato dal CIRA per illustrare alla comunità scientifica e alla stampa i dettagli e gli obiettivi della prossima missione, in programma a febbraio dalla base di lancio dell’aeroporto di Arbatax–Tortolì in Sardegna. Il giorno preciso del lancio con pallone stratosferico dipenderà, come sempre, dalle condizioni atmosferiche e dai limiti operativi imposti da ENAC/ENAV per la salvaguardia del traffico aereo. Tra gli ospiti della manifestazione: Giuseppe Morsillo, Capo dell’Ufficio Politiche Strategiche del Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea, che ha parlato dei programmi ESA riguardanti lo sviluppo di lanciatori e sistemi di rientro per l’esplorazione spaziale ed ha candidato il CIRA ad ospitare un prossimo workshop proprio sul programma di esplorazione che ESA ed EU stanno mettendo a punto; e il Senatore Sergio Vetrella, che ha sottolineato l’importanza strategica per il Sistema Italia del programma USV, programma concepito e in parte sviluppato proprio negli anni della sua presidenza al CIRA. Il Program Manager di USV, Gennaro Russo, ha illustrato obiettivi, tecnologie ed esperimenti di volo dell’intero programma che mira a investigare il campo dell’ipersonica, sia per il rientro atmosferico che per il volo transatmosferico. Mentre, in collegamento diretto con il team USV da Arbatax guidato da Pier Paolo De Matteis, sono state descritte fasi ed obiettivi della prossima missione che vedrà come protagonista il velivolo “Polluce”, progettato dal CIRA e realizzato con il contributo di importanti industrie nazionali del settore come il gemello “Castore”. Pur essendo molto simile a “Castore”, il velivolo che a febbraio 2007 ha compiuto con successo la sua missione raggiungendo l’80% degli obiettivi prefissati, “Polluce” è in realtà molto più sofisticato. L'esperienza operativa maturata con il primo lancio, così come l'elaborazione dei dati raccolti hanno consentito, infatti, di realizzare un velivolo tecnologicamente più avanzato e di progettare una missione più complessa, sia dal punto di vista delle velocità da raggiungere, che delle manovre da effettuare durante il volo. Il prossimo lancio sarà caratterizzato da una quota di sgancio del velivolo dal pallone stratosferico di 24 km contro i 20 km del primo; oltre ad una manovra di richiamata più lunga, il velivolo compirà anche una manovra di “alfa-sweep”, tale, cioè, da variare l’angolo d’attacco mantenendo costante la velocità, e due virate con manovra di “bank”; la velocità massima raggiunta sarà di Mach 1,2 (circa 1.500 km/h) contro i Mach 1,07 del primo volo. Terminata la fase sperimentale, le manovre porteranno al rallentamento del velivolo fino ad una velocità prossima a Mach 0,2 (circa 250 km/h), che consentirà l'utilizzo di un paracadute convenzionale prima della fase di ammaraggio. La durata di questo secondo volo sperimentale sarà di circa 140 secondi contro i 47 del primo. Il velivolo, la cui funzione è quella di laboratorio volante servirà ad estendere le conoscenze già acquisite nei settori di aerodinamica e strutture e a testare l’affidabilità delle tecnologie e delle leggi di controllo utilizzate per la navigazione con guida automatica ed in parte autonoma. Nelle ultime fasi di preparazione al volo, sarà completata l’istallazione a bordo di due esperimenti passeggeri: uno proposto da una PMI campana, Strago Ricerche, basato sull’uso di tecnologia MEMS (sistemi elettromeccanici miniaturizzati) per la misurazione delle accelerazioni caratteristiche del volo fino all’ammaraggio; l’altro, un esperimento didattico di fisica dell’atmosfera denominato IRIS, finalizzato alla rilevazione dell’opacita’ dell’atmosfera collegata alla presenza di aerosol ed ideato da alcune scuole medie superiori della Puglia. Anche in futuro (un terzo volo è già previsto tra circa un anno per raggiungere Mach 1,8), Polluce sarà a disposizione di quanti, tra aziende, enti di ricerca, università, rispondendo all’Announcement of Opportunity lanciato da CIRA a livello mondiale, vorranno sfruttare i voli dell’USV per condurre esperimenti, sia sulla base delle apparecchiature già esistenti a bordo, sia imbarcando proprie strumentazioni in uno spazio appositamente progettato. La realizzazione della prossima missione vedrà ancora una volta il coinvolgimento di enti e istituzioni come l’ASI, per il supporto alle operazioni di lancio; l’Aeronautica Militare, per il controllo in sicurezza della missione; l’ESA per l’utilizzo del sistema satellitare Artemis; la Marina Militare, per le operazioni di recupero del velivolo dopo l’ammaraggio; l’ENAV per l’autorizzazione al volo e la gestione delle interferenze con il traffico aereo. Obiettivo di questa missione e di quelle in programma è l'acquisizione di dati relativi al volo transonico e supersonico con la prospettiva di investigare, nel prossimo futuro, anche le complesse fasi del volo ipersonico (5000-6000 km/h) in atmosfera e di rientro dallo spazio per mettere a punto alcune delle principali tecnologie e metodologie che consentiranno alle nostre imprese di sviluppare i futuri velivoli spaziali e transatmosferici in grado di ridurre notevolmente il tempo di collegamento tra diversi continenti. “Sono da poco presidente del CIRA ma da anni ne seguo gli sviluppi. – ha dichiarato l’ing. Saggese - Il programma USV, insieme ad altri altrettanto rilevanti, dimostra il grado di competenza raggiunto dal Centro e le tecnologie a disposizione della comunità nazionale. Proseguiremo in questa direzione ricercando sempre maggiore sinergia con l’intera comunità aerospaziale nazionale, sempre pronti a modulare gli elementi tecnico-programmatici per massimizzare il ritorno verso gli interessi strategici industriali nazionali. Le tecnologie e le capacità operative relative ad USV troveranno certamente applicazione anche in altri settori come ad esempio quello degli UAV, così come nella ricerca fisica ed astrofisica con ausilio del lancio di palloni stratosferici, ambito che già vede CIRA in prima linea”. “USV continua a produrre tecnologie e competenze nei settori dell’accesso allo spazio e del volo ad altissima velocità, conquistando l’attenzione dell’intera comunità aerospaziale italiana. – ha concluso Gennaro Russo - Le collaborazioni internazionali già attive con gli attori principali a livello mondiale testimoniano il ruolo ormai acquisito da CIRA e dall’Italia in questi settori. Il prossimo volo, per noi importantissimo, non è altro che un tassello di un mosaico lungimirante ed articolato che ci offrirà nei prossimi anni altre importanti sfide.” |
| SELEX Sistemi Integrati e CIRA firmano accordo |
| COMUNICATO STAMPA SELEX Sistemi Integrati e CIRA firmano accordo di collaborazione Roma, 10 novembre 2009 - SELEX Sistemi Integrati, società Finmeccanica, e CIRA - Centro Italiano Ricerche Aerospaziali - hanno siglato oggi un accordo di collaborazione con lo scopo di individuare tutte le possibili sinergie nei programmi nazionali e internazionali relativi allo sviluppo del futuro sistema di gestione del traffico aereo. L’intesa è stata firmata da Marina Grossi, Amministratore Delegato di SELEX Sistemi Integrati, e da Enrico Saggese, Presidente del CIRA. L’accordo prevede, in particolare, lo studio di sistemi relativi al segmento di terra, alla comunicazione sia terra-bordo che bordo-bordo, a sistemi per la navigazione satellitare, sistemi integrati di gestione dei dati meteorologici, nonché sistemi per il monitoraggio e riduzione dell’impatto ambientale in area aeroportuale. L’intesa comprende anche lo sviluppo futuro di una torre virtuale, che potrà consentire la gestione del controllo del traffico aeroportuale da un sito remoto. Nell’ambito dell’intesa, SELEX Sistemi Integrati curerà gli aspetti applicativi ed industriali, incluso lo sviluppo di prodotti innovativi, in un’ottica di breve-medio periodo, mentre il CIRA si occuperà degli aspetti relativi allo sviluppo di tecnologie abilitanti, in un’ottica di medio-lungo periodo. Le collaborazioni riguarderanno la realizzazione, prevista nella proposta di aggiornamento del PRORA (Programma Nazionale di Ricerche Aerospaziali di cui il CIRA è responsabile), della facility sperimentale di interesse nazionale “ATM Airport Laboratory”, presso l’Aeroporto “Oreste Salomone” di Capua; il programma europeo SESAR (Single European Sky ATM Research), con riferimento sia alle attività di breve medio-periodo sia alle attività di ricerca a lungo termine; i progetti di ricerca e sviluppo finanziati nell’ambito del VII Programma Quadro dell’Unione Europea. SELEX Sistemi Integrati è la società di Finmeccanica che progetta, realizza e commercializza Grandi Sistemi per l'Homeland Protection, sistemi e radar per la difesa aerea, la gestione del campo di battaglia, la difesa navale, la gestione del traffico aereo ed aeroportuale, la sorveglianza costiera e marittima. Cinquant'anni di esperienza nell'integrazione di sistemi ed una clientela in ben 150 Paesi, consentono a SELEX Sistemi Integrati il pieno dominio delle tecnologie abilitanti, autentico codice genetico dell'azienda e presupposto di un'ampia offerta commerciale di soluzioni e prodotti all'avanguardia, corredata da un moderno supporto logistico. Con circa 4.200 dipendenti e sedi principali in Italia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti, SELEX Sistemi Integrati è in prima fila anche nella Ricerca & Sviluppo, grazie ad investimenti annui pari al 20% del valore della produzione. Il CIRA - Centro Italiano Ricerche Aerospaziali - è una società consortile per azioni a maggioranza pubblica costituita nel 1984 con il compito, affidatogli dallo Stato, di definire e realizzare il PRO.R.A. (Programma Nazionale di Ricerca Aerospaziale), ovvero di: realizzare e gestire laboratori di ricerca e impianti di prova all’avanguardia, svolgere attività di ricerca e sviluppo tecnologico, diffondere la conoscenza aerospaziale, partecipare a programmi europei ed internazionali. Il CIRA è diventato nel corso degli anni un centro di eccellenza nelle discipline aeronautiche e spaziali accreditato anche a livello internazionale. Nel pieno rispetto del PRORA sono state acquisite, infatti, notevoli competenze in diversi settori di ricerca quali Propulsione Spaziale, Aerodinamica, Aerotermodinamica e Termostrutture, Strutture Avanzate, Sistemi di Volo, Vibrazioni e Acustica, Tecnologie Informatiche; e sono stati realizzati impianti di prova unici al mondo, come PWT, IWT e LISA capaci di simulare, rispettivamente, la fase di rientro nell’atmosfera terrestre, la formazione di ghiaccio sui velivoli e l’impatto al suolo di strutture aerospaziali, nonché numerosi laboratori di ricerca all’avanguardia. Il Centro conduce inoltre attività d’integrazione tecnologica attraverso i programmi UAV (Unmanned Aerial Vehicles) e USV (Unmanned Space Vehicles), il cui obiettivo finale è lo sviluppo di piattaforme volanti senza pilota a bordo per la validazione delle tecnologie innovative necessarie alla realizzazione dei futuri mezzi di trasporto aeronautico e spaziale. Ufficio Stampa SELEX Sistemi Integrati 0039/06/41504831-41504651 Cell.0039/335/8066164- 335/6568689 pressoffice@selex-si.com Ufficio Stampa CIRA Tel. 0823 623121 m.amelio@cira.it |
| Il CIRA nel consorzio internazionale MIDCAS |
| COMUNICATO STAMPA 18 giugno 2009 Il CIRA nel consorzio internazionale MIDCAS per lo sviluppo di nuovi sistemi anti-collisione per velivoli senza pilota Durante il Salone Aeronautico di Le Bourget, il Presidente del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), Ing. Enrico Saggese, ha firmato un contratto per la partecipazione del Centro al progetto internazionale MIDCAS (Mid Air Collision Avoidance System), finalizzato alla realizzazione di un sistema in grado di individuare ed evitare rischi di collisione in volo per i velivoli senza pilota (UAS – Unmanned Aerial Systems), così da facilitarne l’ingresso anche in spazi aerei non controllati. Il progetto, nato sotto l’egida dell’EDA (European Defence Agency), ha un valore complessivo di circa cinquanta milioni di Euro e una durata di quattro anni. Vi partecipano industrie e centri di ricerca appartenenti ai cinque stati membri: Svezia con il ruolo di coordinatore del progetto (Saab), Francia (Thales, Sagem), Germania (EADS, DIHEL, DLR, ESG) Spagna (INDRA) e Italia. La partecipazione del raggruppamento italiano, costituito da Alenia Aeronautica, CIRA, SELEX Comms, SELEX Galileo e SELEX Sistemi Integrati, è stata coordinata da Finmeccanica. Il sostegno economico è garantito congiuntamente dal Ministero della Difesa, dal Ministero dei Trasporti e dall’Enac, l’Ente Nazionale per l'Aviazione Civile. La partecipazione del CIRA al progetto è tesa alla massima valorizzazione delle competenze e delle conoscenze acquisite sinora con il programma PRO.R.A. UAV, nell’ambito del quale si stanno già studiando e sviluppando sistemi e tecnologie anti-collisione di tipo non cooperativo. Lo svolgimento di queste attività, consentirà al CIRA di finalizzare le proprie competenze e tecnologie verso una applicazione di notevole interesse strategico internazionale, utile sia al settore militare che a quello civile. |
| Enrico Saggese è il nuovo Presidente del CIRA |
| COMUNICATO STAMPA 28 maggio 2009 Enrico Saggese è il nuovo Presidente del CIRA L’Assemblea dei Soci ha nominato Enrico Saggese, Presidente del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) per i prossimi tre anni. Saggese subentra al Prof. Renzo Piva nella guida del Centro. Il nuovo Presidente del CIRA ricopre anche la carica di Commissario Straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana, e proprio oggi, 28 Maggio, il Consiglio dei Ministri ha avviato la procedura per la sua nomina a Presidente dello stesso Ente. Saggese è nato a Potenza nel 1949, è Ingegnere Elettronico e vanta una lunga esperienza nel settore aerospaziale. Tra i principali incarichi ricoperti, quelli di Senior Vice President di Finmeccanica per il Coordinamento delle Attività spaziali; Amministratore delegato di Telespazio S.p.A. (gruppo Finmeccanica); Direttore Generale della Space Engineering S.p.A. e poi della TeS Teleinformatica e Sistemi S.r.l, due aziende leader nel settore della progettazione di componenti e sistemi per satelliti; responsabile della definizione di missioni di satelliti di telecomunicazioni quali Sirio e Italsat nella Divisione Ricerca e Sviluppo di Telespazio, Presidente di AVIO S.p.A.. In ambito internazionale è Membro del Comitato "Space System and Communications" della International Astronautical Federation (IAF). E’ autore di circa 60 articoli tecnici pubblicati negli atti di convegni o su riviste specializzate, membro dell’Editorial Board dell’"International Journal of Satellite Communication". L’Assemblea dei Soci, oltre al Presidente, ha nominato anche altri tre membri del Consiglio di Amministrazione che rimarrà in carica fino ad approvazione dell’esercizio finanziario 2011. Su designazione del socio pubblico è stato nominato il Prof. Angelo Piazza, Professore di “Istituzioni di Diritto Privato” presso l’Università degli Studi di Bologna, ed è stato riconfermato il Prof. Luigi Carrino, Professore del settore scientifico disciplinare “Tecnologie e Sistemi di Lavorazione” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Napoli Federico II. A rappresentare le aziende aerospaziali socie nel nuovo CdA sarà l’Amministratore Delegato di Alenia Aeronautica, ing. Giovanni Bertolone. Il rappresentante della Regione Campania sarà invece nominato a breve. Al termine dell’Assemblea i soci hanno manifestato il loro vivo apprezzamento per l’attività svolta dal Prof. Piva, in particolare per il continuo confronto sia con la parte pubblica che privata al fine di ottimizzare le linee strategiche e i programmi del Centro. |
| La DEMA SpA tra gli azionisti CIRA |
| COMUNICATO STAMPA La DEMA SpA tra gli azionisti CIRA 27 marzo 2009 E’ imminente l’ingresso nella compagine societaria del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) della DEMA (Design Manufacturing) SpA, importante azienda italiana che dal 1993 opera nel settore aerospaziale. L’operazione nasce dalla necessità di carattere strategico di promuovere attività di ricerca applicata e innovazione tecnologica per poter conquistare e mantenere quote sempre più rilevanti sui mercati internazionali. Grazie a questa nuova partnership DEMA potrà, infatti, portare avanti lo sviluppo di attività produttive tecnologicamente avanzate in questo settore, sfruttando le conoscenze derivanti dalle attività di ricerca e di sperimentazione del CIRA. Quello che si va consolidando in questi giorni tra CIRA e DEMA è in realtà un rapporto di collaborazione già esistente, avviatosi qualche tempo fa con la firma di un accordo quadro per lo sviluppo di tecnologie applicabili alla prossima generazione di sistemi aeronautici e spaziali, e lo sviluppo congiunto di programmi per la realizzazione di dimostratori di volo. Collaborazione che ha sinora prodotto ottimi risultati dando vita a interessanti progetti di sviluppo industriale e tecnologico, ad esempio nel settore dei materiali, e alla costituzione, in ambito JTI Clean Sky, di un consorzio per lo sviluppo dei Green Regional Aircraft, aerei a percorrenza regionale e a basso impatto ambientale. Allo scopo di rendere ufficiale l’ingresso di DEMA tra i soci CIRA, di presentare nel dettaglio i diversi ambiti di competenza del CIRA e individuare così ulteriori aree di interesse e opportunità di collaborazione tra le due società, il prossimo 30 marzo, presso la sede del Centro di Ricerche si terrà un incontro tra una delegazione di DEMA, guidata dal suo Presidente e Amministratore Delegato, Vincenzo Starace, e i vertici CIRA tra cui il neo Direttore Generale, Leopoldo Verde e il Responsabile del settore “Sviluppo Opportunità di Business”, Massimo Cavaliere. Ufficio Stampa CIRA: Dott.ssa Maria Pia Amelio Tel. 0823 623121 Fax 0823 623328 Cell 340 5054930 e-mail: m.amelio@cira.it Ufficio Stampa DEMA: Dott.ssa Assia Viola Tel. 081 8934108 int. 301 Fax 081 8934077 Cell 340 1236852 e-mail: assia.viola@demaspa.it |
| Visita al CIRA dell'ambasciatore USA |
| COMUNICATO STAMPA Capua, 20 gennaio 2009 In visita al CIRA l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia, Ronald P. Spogli L’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia Ronald P. Spogli, è stato oggi in visita presso il CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) di Capua. La visita è seguita all’intervento dell’Ambasciatore alla Conferenza organizzata presso la Facoltà di Economia della SUN a Capua sul tema dell’innovazione come strumento di sviluppo economico da promuovere attraverso una più stretta sinergia tra ricerca e impresa. L’Ambasciatore, accompagnato dal Console Generale USA a Napoli Patrick Truhn, è stato accolto dal Presidente del CIRA, Prof. Renzo Piva, e dai vertici aziendali che hanno illustrato agli ospiti i numerosi progetti di ricerca attualmente in corso presso il Centro, e quelli in procinto di essere avviati, come la realizzazione di un impianto per la ricerca sui propulsori spaziali a liquido, di un laboratorio per l’elicotteristica attrezzato con torre rotorica e la partecipazione al più grande progetto di ricerca europeo per lo sviluppo di aerei regionali ecologici. L’Ambasciatore ha poi visitato l’intero Centro, in particolare i grandi impianti di prova come il Plasma Wind Tunnel, l’impianto di Crash e l’Icing Wind Tunnel. Al termine dell’incontro, l’Ambasciatore ha giudicato la visita molto interessante ed ha espresso il suo apprezzamento per il CIRA, punto di riferimento internazionale per il settore aerospaziale, di grande importanza per lo sviluppo di imprese ad alta tecnologia. L’Italia sta acquistando sempre più un ruolo di prestigio in campo aerospaziale; ciò rende auspicabile, secondo quanto espresso anche dall’Ambasciatore, promuovere nuove opportunità di collaborazione tra le aziende aerospaziali statunitensi e quelle italiane e intensificare le collaborazioni scientifiche in questo settore strategico. |
| Accordo CIRA - Accademia Aeronautica |
| COMUNICATO STAMPA Firmato accordo di collaborazione tra CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) e Accademia Aeronautica 19 dicembre 2008 E’ stato siglato oggi l’accordo di collaborazione tra il CIRA di Capua, centro di ricerche incaricato di svolgere attività di ricerca, sperimentazione, formazione del personale e diffusione della conoscenza in campo aerospaziale, e l’Accademia Aeronautica, l’istituto militare a carattere universitario che ha il compito di provvedere al reclutamento ed alla formazione dei giovani che aspirano a diventare ufficiali dell’Aeronautica Militare. L’accordo, della durata di dodici mesi, ma rinnovabile di anno in anno, è stato firmato a Pozzuoli presso la sede dell’Accademia, dal Comandante Gen. B.A. Franco Marsiglia, e dal Prof. Renzo Piva, Presidente del CIRA. La convenzione, in vigore da oggi, prevede che studenti e ricercatori possano essere ospitati presso le strutture dell’una o dell’altra parte per svolgere attività che riguardano programmi di cooperazione nazionale ed internazionale di interesse dei due enti. Anche l’organizzazione di attività didattiche, che andranno ad aumentare le rispettive capacità di offerta formativa, e lo scambio di informazioni e know-how tecnico, al fine di migliorare le capacità sperimentali dei due enti, sono considerati punti fondamentali dell’accordo, che potrà essere successivamente ampliato ed integrato con nuove tematiche di reciproco interesse. L’accordo siglato oggi va ad accrescere la fitta rete di collaborazioni che sia il CIRA che l’Accademia Aeronautica hanno stretto negli anni con le Università e con numerosi centri di ricerca pubblici e privati, al fine di elevare il livello qualitativo della ricerca in campo aerospaziale e garantire così al sistema paese, attraverso l’innovazione, nuove opportunità di crescita. |
| Termostrutture a base UHTC |
| COMUNICATO STAMPA Termostrutture a base UHTC: UN ALTRO PASSO VERSO IL TRASPORTO AEROSPAZIALE IPERVELOCE Presentare alla stampa ed alla comunità scientifica gli importanti progressi ottenuti in Italia verso lo sviluppo di velivoli ipersonici transatmosferici e di velivoli spaziali. Questo l’obiettivo del 1° workshop sulla Scienza e Tecnologia delle Termo-strutture a base di Materiali Ceramici per Temperature Elevatissime organizzato dal CIRA a Capua, in collaborazione con CSM ed il supporto di Campaniaerospace, nei giorni 28 e 29 ottobre 2008. La conferenza cui hanno partecipato i maggiori esperti del settore in rappresentanza delle agenzie spaziali italiana ASI ed europea ESA, della NASA, delle università e delle aziende è stata un’importante occasione per incontrarsi e fare il punto sullo stato dell’arte raggiunto dalle tecnologie del trasporto iperveloce e sul nuovo ed importante ruolo acquisito dall’Italia in ambito europeo. Al centro dell’attenzione i prototipi realizzati ed attualmente in fase di test nel Plasma Wind Tunnel del CIRA, come il naso di prua e il bordo di attacco alare, notoriamente le parti più critiche di un velivolo iperveloce perché sottoposte ad altissime temperature. Le tecniche e i materiali innovativi con cui sono stati realizzati sono il frutto dell’elevata capacità tecnologica che ha consentito al nostro paese di diventare una nazione leader nel settore delle termo-strutture, in grado di competere con gli altri paesi, primo fra tutti gli Stati Uniti, impegnati nello sviluppo di velivoli civili e spaziali di nuova generazione. E’ soprattutto in Europa che l’Italia sta conquistando un ruolo di primo piano, nell’ambito dei programmi volti allo sviluppo di nuovi sistemi di trasporto aerospaziali orientati, da un lato a rendere sempre più veloce il trasporto di persone e beni (Roma-Tokyo in 4 ore), e dall’altro a rendere il volo spaziale sempre più simile a quello di un aereo civile. Com’è noto per poter controllare un velivolo che viaggia ad altissime velocità tipiche del volo ipersonico e del rientro dallo spazio, è necessaria l’adozione di profili particolarmente aerodinamici ed aguzzi, che rispetto alla forma tozza, propria ad esempio dello Shuttle, permettano una maggiore manovrabilità, una riduzione della resistenza aerodinamica e del fenomeno del black-out nelle comunicazioni. Vantaggi cui si contrappone però il notevole riscaldamento di materiali e strutture, e dunque il rischio di compromettere l’integrità del velivolo. Con il programma USV, avviato nel 2002, il CIRA ha lanciato la sfida verso la realizzazione di nuove termostrutture in grado di resistere a condizioni estreme, ed oggi il Sistema Italia ha acquisito competenze tali da riuscire a realizzare componenti che, in seguito ai test eseguiti in galleria del vento, si sono dimostrati in grado di resistere a flussi termici di 3000 kW/m2 (lo Shuttle resiste a 800 kW/m2) e a temperature superficiali di 1800-2000 C° (lo Shuttle resiste fino a 1600 C°). Tali componenti saranno nel prossimo futuro impiegati nei velivoli dell’Agenzia Spaziale Europea, EXPERT (primo volo previsto nel 2010, ad una velocità di 5 km/s) ed IXV (primo volo nel 2012, ad una velocità di 7 km/s) e dunque sperimentati nelle reali condizioni di volo e di rientro atmosferico. “Con le Termostrutture a base UHTC – ha dichiarato GENNARO RUSSO, Responsabile del Programma USV - l’Italia ha recuperato un gap tecnologico e di immagine, non solo rispetto all’Europa, ed ha pertanto l’opportunità di prepararsi a giocare un ruolo rilevante e assolutamente primario nei futuri programmi di sviluppo. Le attività condotte in questo ambito dai laboratori di ricerca del CIRA sono state sviluppate in sinergia con enti ed imprese nazionali che, pertanto, hanno avuto un beneficio durante l’evoluzione del programma ed hanno l’opportunità di attivarsi in una nicchia di mercato di altissimo valore tecnologico”. |
| Campania, Piemonte e Puglia annunciano un accordo |
| COMUNICATO STAMPA Campania, Piemonte e Puglia annunciano all’Airshow di Farnborough un accordo sull’aerospazio 16 luglio 2008 Tra i primi risultati positivi presentati al Salone Internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio, uno degli eventi internazionali più importanti del settore aerospaziale, in corso in questi giorni (dal 14 al 20 luglio) a Farnborough in Inghilterra, l’annuncio, oggi, di un’intesa raggiunta tra le Regioni Campania, Piemonte e Puglia - rispettivamente presenti con l’Assessore all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Campania Andrea Cozzolino, l’Assessorato all’Industria e alle Politiche per l’Innovazione della Regione Piemonte e l’Assessorato allo Sviluppo economico ed Innovazione Tecnologica della Regione Puglia - per la firma di un accordo per la costituzione di un polo aerospaziale italiano. Emerge dunque la ferma intenzione da parte delle tre Regioni di fare sistema e di operare in stretta sinergia, in coordinamento con l’ AIAD l’Associazione Italiana Industrie Aerospaziali e della Difesa, per potersi anche presentare in maniera unitaria e integrata sui mercati nazionali ed internazionali. “Con l'intesa raggiunta oggi noi vogliamo creare nuove opportunità di crescita e di sviluppo, mettendo a sistema tutta la rete produttiva delle imprese campane dell'aerospazio, un patrimonio notevole di competenze, esperienze e professionalità, che da solo vale un quarto dell'intero fatturato nazionale del settore”, ha dichiarato l'Assessore alle Attività Produttive della Campania Andrea Cozzolino . “Il consolidamento e la costruzione di nuove alleanze è la via maestra per far decollare l'industria italiana dell'aerospazio”, ha spiegato Cozzolino. “Da questo punto di vista, l'Airshow di Farnbourough, oltre ad essere una vetrina importante per le nostre realtà produttive, rappresenta un'occasione unica per stringere alleanze e pianificare strategie”, ha concluso l’assessore campano. “Il settore aerospaziale necessita di politiche di sviluppo che facciano leva più sulla prossimità tecnologica che sulla vicinanza geografica. E’ dunque nella direzione del sostegno alla crescita dei territori regionali e della competitività del sistema paese che stiamo lavorando a un accordo fra Campania, Piemonte e Puglia, che porti allo sviluppo di progetti di ricerca e di sviluppo coordinati tra le competenze tecnologiche e industriali delle tre regioni” ha dichiarato l’Assessore all’Industria e alle Politiche per l’Innovazione della Regione Piemonte, Andrea Bairati ” “Per la Puglia l’accordo con Campania e Piemonte è un passo fondamentale per cementare una collaborazione che, insieme con il riconoscimento del Distretto Produttivo Aerospaziale Pugliese, contribuirà ad aumentare le potenzialità dell’offerta del comparto, e soprattutto a rafforzare la competitività sul mercato estero attraverso una progettualità che, coinvolgendo 3 regioni, porterà il Sistema Italia a cogliere maggiori opportunità in campo internazionale” ha detto il Vice Presidente Sandro Frisullo, Assessore allo Sviluppo Economico ed Innovazione Tecnologica della Regione Puglia |
| FARNBOROUGH INTERNATIONAL AIR SHOW 2008 |
| COMUNICATO STAMPA DEL 10 LUGLIO 2008 FARNBOROUGH, LA REGIONE CAMPANIA AL SALONE INTERNAZIONALE DELL’AERONAUTICA E DELLO SPAZIO 21 LE IMPRESE AMMESSE A PARTECIPARE La Regione Campania prenderà parte al Salone Internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio, che si terrà a Farnborough (Gran Bretagna), dal 14 al 20 luglio 2008 . Lo hanno annunciato, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi a palazzo S. Lucia, gli assessori all’Agricoltura e alle Attività Produttive Andrea Cozzolino e all’Università e Ricerca Scientifica Nicola Mazzocca . Gli Assessorati coordineranno la presenza di imprese ed enti di ricerca del comparto aerospaziale campano con l’obiettivo di dare al sistema produttivo e di ricerca regionale un’ampia visibilità nel panorama aerospaziale internazionale. Sono 21 le imprese (di cui due consorzi) che, rispondendo al bando pubblicato dalla Regione e disponendo dei requisiti necessari, sono state ammesse a partecipare sotto l’egida della Regione Campania al Salone Internazionale di Farnborough. L’Airshow di Farnborough è una delle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali dedicate al settore aerospaziale. Per questo rappresenta un’occasione unica per far conoscere prodotti e competenze del comparto aerospaziale campano, e sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo regionale attraverso la promozione di incontri con operatori specializzati provenienti da tutto il mondo. La Campania rappresenta da sola un quarto del comparto aerospaziale nazionale per fatturato e numero di addetti, grazie alla presenza di aziende di alto livello qualitativo e di notevoli competenze scientifiche. Agli enti selezionati la Regione metterà a disposizione, oltre ad uno stand di 120 metri quadri opportunamente allestito nella Hall1 – D15, un’agenda di incontri con enti internazionali di particolare rilievo, un supporto organizzativo per gli incontri B2B, del materiale informativo sul cluster Campaniaerospace. “Sarò presente alla fiera – dice l’assessore alle Attività Produttive Andrea Cozzolino – per dare il massimo sostegno all’iniziativa e lavorare per la realizzazione di intese e partnership di importanza strategica per il settore aerospaziale . Un settore che resta decisivo per il rilancio dello sviluppo e dell’occupazione in Campania, con oltre 10 mila addetti ed un fatturato di oltre 1,3 miliardi di euro, pari al 25% dell’intera quota nazionale. “L’aerospazio ha una valenza doppiamente strategica per il tessuto produttivo della Campania perché, oltre ad introdurre elementi di forte innovazione, rappresenta, insieme all’agroalimentare, una delle principali voci dell’export nazionale. Dobbiamo lavorare per sostenerlo e farlo continuare a crescere”, conclude Cozzolino . “L’aerospazio è un settore che ha nella ricerca un naturale presupposto per ogni azione di sviluppo territoriale. Siamo di fronte – sottolinea l’assessore alla Ricerca Nicola Mazzocca – ad un sistema che riunisce molteplici competenze tecniche ed innovative, dal settore dei materiali a quello dell’ICT. “Per questo abbiamo attivato, attraverso il CARN (Campania Aerospace Research Network), un tavolo di lavoro al quale partecipano enti pubblici e privati per individuare i prodotti e le tecnologie utili a sviluppare un sistema di filiera. Le strutture regionali che lavorano in questo comparto, come il CIRA ed i Centri di competenza, possono recitare un ruolo importante a livello nazionale ed europeo”, conclude Mazzocca . L’iniziativa rientra tra le azioni previste dal progetto Campaniaerospace, nato in seguito ad un accordo tra gli Assessorati all’Agricoltura e alle Attività Produttive e all’Università e Ricerca Scientifica della Regione e il CIRA, Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali, per promuovere lo sviluppo ed il potenziamento del settore. Il CIRA offrirà il proprio supporto per l’organizzazione dell’evento. LE AZIENDE AEROSPAZIALI CAMPANE PRESENTI NELLO STAND DELLA REGIONE CAMPANIA . · CIRA - Italian Aerospace Research Center · ABETE S.r.l. · BONETTI AIRCRAFT SUPPORTS S.p.A. · CONSORZIO TECHNAPOLI · DEMA S.p.A. · EUROPEA MICROFUSIONI AEROSPAZIALI S.p.A. · K4A SRL · KIARA & CO S.r.l. · LAER S.r.l. · MAROTTA ADVANCED TECHNOLOGIES S.r.l. · MECFOND S.p.A. · M.T.A. S.r.l. · OMA SUD S.p.A. – Sky Technologies · PRECISION MEC S.r.l. · QUANTA -Agenzia per il lavoro s.p.a.- Divisione Aerospaziale · SOCIETÀ AEROSPAZIALE MEDITERRANEA S.c.r.l. · Naddeo&C Srl · Marine & Aviation Spa · Ponta Srl · Powerflex Srl · Tecnologie Industriali e Aeronautiche Spa |
| AEROSPAZIO, DOMANI CONF. STAMPA COZZOLINO-MAZZOCCA |
| COMUNICATO STAMPA DEL 9 LUGLIO 2008 AEROSPAZIO, DOMANI CONFERENZA STAMPA COZZOLINO-MAZZOCCA SU SALONE FARNBOROUGH Domani, giovedì 10 luglio, alle ore 12, a Palazzo Santa Lucia, Napoli, presso la Sala Giunta della Regione Campania, l'assessore regionale all'Agricoltura e alle Attività Produttive Andrea Cozzolino e l'assessore regionale all'Università, Ricerca e Innovazione Nicola Mazzocca terranno la conferenza stampa di presentazione dello stand e delle iniziative della Regione Campania presso il Salone Internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio, che si terrà a Farnborough (Gran Bretagna) dal 14 al 20 luglio prossimi. Parteciperanno alla conferenza stampa anche i rappresentanti del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Cira), partner dell'iniziativa, e i rappresentati delle aziende di Campaniaerospace selezionate per partecipare al salone espositivo. |
| Il 5 per mille a favore della ricerca aerospaziale |
| COMUNICATO STAMPA 20 maggio 2008 Il 5 per mille a favore della ricerca aerospaziale Gli importanti progetti di ricerca svolti dal CIRA e gli impianti e laboratori unici al mondo realizzati all’interno del Centro, saranno presentati ad una vasta platea composta da professionisti e rappresentanti delle forze produttive nel corso di un evento che si terrà domani, 21 maggio, alle ore 19,00 presso Castel Capuano a Napoli. Obiettivo dell’evento è promuovere la destinazione della quota del 5 per mille alla ricerca scientifica, in particolare alla ricerca aerospaziale dal momento che il CIRA è tra gli enti che beneficeranno di tale contributo. A dare il benvenuto ai partecipanti sarà Francesco Caia - Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, che ospita la manifestazione. L’evento proseguirà con gli interventi di Salvatore De Biasio - Vice Presidente A.P.I. Regione Campania, Bruno Scuotto - Presidente Gruppo Piccola Industria, Unione Industriale Napoli, Luigi Vinci - Presidente Ordine degli Ingegneri di Napoli. Concluderà la serata porgendo i saluti del CIRA, Luigi Carrino - Consigliere di Amministrazione della Società; lo stesso Carrino consegnerà al Sen. Sergio Vetrella una targa ricordo per l’attività svolta dal 1999 ad aprile 2008 come Presidente del Centro. Il settore aerospaziale, che com’è noto riveste un’importanza strategica per lo sviluppo economico ed occupazionale del territorio campano, sarà dunque il tema centrale della serata. La nostra Regione rappresenta da sola un quarto del comparto aerospaziale nazionale per fatturato e numero di addetti, grazie alla presenza di aziende di alto livello qualitativo e di notevoli competenze scientifiche. In questo scenario fondamentale è l’azione svolta dal CIRA che da sempre opera a supporto dell’industria, migliorandone la competitività, contribuisce alla nascita di nuove imprese ad elevata tecnologia, tramite il trasferimento di know-how, e diffonde, in particolare tra i giovani, la cultura aerospaziale. Tale impegno è stato riconosciuto anche dalle istituzioni locali che hanno scelto il CIRA quale soggetto attuatore delle principali politiche regionali in materia di sviluppo e crescita del settore. Di qui la nascita di iniziative come il CARN ed il Campaniaerospace; mentre è in corso la realizzazione di un distretto aerospaziale che dovrà sorgere nell’area di Capua intorno al CIRA. |
| Al via la missione di incoming di aziende ed unive |
| COMUNICATO STAMPA Al via la missione di incoming di aziende ed università aerospaziali statunitensi in Campani a 2 maggio 2008 Promuovere nuove opportunità di collaborazione tra le aziende aerospaziali statunitensi e quelle campane: è questo l’obiettivo di “Italy-U.S. Aerospace Business Networking ”, l’evento che dal 6 al 9 maggio 2008 porterà in Campania, oltre 20 operatori (tra aziende ed università) del comparto aerospaziale americano per incontri “one to one” con gli imprenditori campani, visite aziendali e presentazioni del sistema produttivo locale. La manifestazione, organizzata dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania e dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, con la collaborazione dell’U.S. Commercial Service e dell’Ambasciata Americana a Roma, rientra nell’ambito del progetto Campaniaerospace, nato in seguito all’Accordo di Programma siglato da CIRA e Regione per lo sviluppo e il potenziamento dell’industria aerospaziale regionale. Tra le aziende americane che hanno aderito all’iniziativa figurano sia alcune aziende leader mondiali del settore, come Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman, 3M, che diverse piccole e medie imprese specializzate nella produzione di componenti ed equipaggiamenti, lavorazioni di metalli, progettazione e sviluppo di strumentazione e sensoristica, e tre Università: Massachusetts Institute of Technology, Wichita University e Purdue University. Nel corso di questi quattro giorni, alla delegazione americana sarà presentato un quadro completo della filiera aerospaziale campana, composta oltre che da aziende importanti come Alenia, Avio, Selex, Magnaghi, Vulcanair, Tecnam, Piaggio, anche da tante altre realtà più piccole ma altamente qualificate, da centri di eccellenza, come CIRA e Mars, ed importanti atenei come la Federico II di Napoli. Il programma prevede che il 6 e il 7 maggio gli ospiti stranieri ed i rappresentanti della ricerca e del mondo imprenditoriale locale si incontrino al CIRA di Capua. Dopo una breve presentazione del progetto Campaniaerospace, del CIRA e delle aziende americane che partecipano alla missione, cominceranno gli incontri b2b al fine di stabilire un contatto diretto con gli operatori esteri e sviluppare una nuova rete di relazioni internazionali. La sera del 7 la delegazione straniera incontrerà presso la sede della Regione Campania il Governatore Antonio Bassolino e l’Assessore alle Attività Produttive, Andrea Cozzolino. L’8 e il 9 maggio saranno invece dedicati alla visita di alcuni stabilimenti produttivi tra cui: Avio, Alenia, Magnaghi, Dema, Mecfond e Geven. L’iniziativa di portare in Campania aziende ed università aerospaziali statunitensi è stata fortemente voluta dall’U.S. Commercial Service, dall’Ambasciata Americana e dalla Regione Campania. La Campania è infatti una dei principali poli aerospaziali nazionali per numero di insediamenti, fatturato (1.300 milioni di euro nel 2006, quasi il 25% di tutto il fatturato italiano del settore), numero di addetti (10.000) e per la presenza di una eccellente rete di ricerca scientifica e di alta formazione. Risultato, questo, anche dell’impegno delle istituzioni locali che hanno individuato nel comparto aerospaziale un settore trainante per l’economia regionale. Impegno che prosegue ora, col supporto del CIRA, con il progetto Campaniaerospace e l’organizzazione di questa iniziativa da cui si prevedono ampi ritorni in termini di nuovi relazioni commerciali e rapporti di collaborazione scientifica per l’ulteriore potenziamento del settore. |
| USV Polluce: rinviata ad ottobre la seconda missio |
| COMUNICATO STAMPA USV Polluce: rinviata ad ottobre la seconda missione 24 aprile 2008 E’ stata rinviata ad ottobre la seconda missione transonica, denominata DTFT_2, del laboratorio volante aerospaziale senza pilota del CIRA “Polluce”, che doveva avvenire dall’Aeroporto di Tortolì, in Sardegna, tra marzo e aprile 2008. La Campagna di Volo DTFT_2 del Programma USV, si era aperta il 20 febbraio 2008 con il trasferimento del velivolo Polluce presso l’aeroporto di Tortolì, a conclusione delle attività di integrazione del velivolo condotte al CIRA. Gli uffici ENAC competenti all’emissione dell’autorizzazione al volo, data la presenza di esercitazioni internazionali nel Tirreno, avevano dato un primo permesso nel periodo dal 15 marzo al 5 aprile. Tuttavia, la necessità di intervenire sul materiale tecnico per risolvere alcuni inconvenienti improvvisamente emersi e la concomitante assenza di adeguate condizioni meteo, non avevano reso possibile il volo. L’ENAC autorizzava poi una seconda finestra a partire dal 18 aprile. Il 20 aprile le previsioni meteorologiche avevano fatto ben sperare, tanto da indurre i tecnici ad avviare il count-down di 72 ore, che avrebbe consentito il 23 aprile di lanciare il velivolo con pallone stratosferico alla quota di 24 km, per eseguire le complesse manovre programmate simulando l’ultima parte del rientro in atmosfera di una navicella spaziale[1]. Purtroppo però l’evoluzione complessiva meteorologica, molto variabile nel periodo, e l’aggiornamento delle previsioni delle condizioni dei venti al suolo e del mare non sono state favorevoli, costringendo il team a bloccare il count-down alle 16:00 del 21 aprile, e cioè a 40 ore dal lancio. A questo punto, tenuto conto delle previsioni meteo per i pochi giorni successivi rimasti disponibili e delle complesse procedure per il riavvio del conto alla rovescia , il responsabile del Programma USV, ing. Gennaro Russo, ha dovuto dichiarare chiusa questa prima Campagna di Volo del 2008. Al di là della messa in sicurezza di tutti gli apparati, le attività di programmazione sono immediatamente riprese con l’obiettivo di effettuare la seconda missione nel corso della prossima finestra di lancio che si aprirà ad ottobre 2008. [1] I 140 secondi di volo programmato di Polluce avrebbero consentito di accelerare il velivolo grazie alla gravità, raggiungendo la velocità massima di circa 1500 km/h (Mach 1.2) durante una manovra di richiamata. Sarebbe seguita una fase sperimentale a velocità costante ed angolo d’attacco variabile, e successivamente una serie di tre virate con controllo latero-direzionale. Una manovra di rallentamento avrebbe poi portato Polluce fino al punto di apertura del paracadute e poi fino all’ammaraggio. Agli esperimenti elaborati dal CIRA nei settori di aerodinamica, strutture, e navigazione con guida automatica, già oggetto del primo volo di Castore il 24 febbraio 2007, Polluce imbarcava a bordo l’esperimento MEMS-ACC della PMI Strago Ricerche. Tale esperimento era stato selezionato tra le diverse proposte ricevute a valle della pubblicazione lo scorso 2 ottobre 2007 dell’Announcement of Opportunity for Future Flights Experiments . |
| Visita al CIRA dell'Assessore all'Universita' |
| COMUNICATO STAMPA Capua, 23 aprile Visita al CIRA dell’Assessore all’Università e Ricerca della Regione Campania, Nicola Mazzocca Il prossimo 28 aprile l’Assessore all’Università e Ricerca della Regione Campania, Nicola Mazzocca, sarà per la prima volta in visita al CIRA, Centro Italiano Ricerche Aerospaziali di Capua, ospite del Presidente del Centro, nonché neo Senatore, Prof. Sergio Vetrella. La visita dell’Assessore si svolge in concomitanza con il seminario sulle “Nuove tecnologie per la produzione di componenti in materiale composito”, organizzato dal CIRA nell’ambito del progetto CampaniAerospace, l’importante iniziativa nata in seguito all’accordo tra CIRA e Regione Campania per lo sviluppo e il potenziamento dell’industria aerospaziale locale. Proprio le diverse iniziative avviate nell’ambito di questo accordo, per il quale la Regione ha stanziato 8 milioni di euro, saranno al centro dei colloqui tra il Prof. Vetrella e il Prof. Mazzocca, da pochi mesi nominato Assessore Regionale all’ Università e Ricerca. Tra queste vanno sottolineate in particolare: - l’organizzazione di una serie di 13 seminari per la diffusione dell’innovazione tecnologica (di cui quello del 28 aprile sarà il terzo) - il potenziamento dei rapporti con i principali cluster internazionali, attraverso l’organizzazione di eventi di incoming come quello che dal 6 all’8 maggio 2008 porterà i rappresentanti di imprese ed università statunitensi in Campania per una serie di visite e incontri B2B con le aziende del territorio; - la creazione di un incubatore per la nascita e lo sviluppo nella Regione di imprese ad elevato contenuto tecnologico: progetto CRIBAPARK; - la creazione di un portale web per attività di comunicazione e promozione del comparto aerospaziale campano (www.campaniaerospace.it) L’Assessore sarà poi accompagnato in visita ai grandi impianti di prova ed ai laboratori del Centro dove gli saranno illustrati i numerosi progetti di ricerca attualmente in corso presso il CIRA, in particolare quelli relativi ai laboratori volanti, e potrà rendersi conto di persona delle notevoli competenze acquisite in questi anni dal Centro, in virtù delle quali la Regione Campania lo ha scelto quale soggetto attuatore delle principali politiche regionali in materia di sviluppo e crescita del settore aerospaziale considerato strategico per l’intera economia regionale. |
| Nuove iniziative per lo sviluppo del settore aeros |
| COMUNICATO STAMPA 13 marzo 2008 Nuove iniziative per lo sviluppo del settore aerospaziale campano Si è svolto oggi, a Napoli, il terzo incontro sulle “Opportunità di ricerca e innovazione per il settore aerospaziale campano” , organizzato dal CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), nell’ambito di CampaniAerospace , l’iniziativa nata in seguito all’Accordo di Programma siglato con la Regione Campania per lo sviluppo e il potenziamento dell’industria aerospaziale regionale. Ad aprire i lavori – cui hanno partecipato numerosi rappresentanti di aziende, università ed enti di ricerca del comparto aerospaziale campano - l’Assessore all’Università e Ricerca, Nicola Mazzocca, e il Direttore Generale del CIRA, Massimo Cavaliere . Nel corso del convegno, oltre allo stato di avanzamento dei progetti di ricerca internazionali messi a punto nel corso dei due precedenti incontri, sono state illustrate ai partecipanti le nuove fonti di finanziamento individuate e le ulteriori iniziative avviate a sostegno della crescita del comparto. Tra queste ultime vanno sottolineate in particolare: - il potenziamento dei rapporti con le istituzioni e le associazioni estere e i principali cluster internazionali, attraverso l’organizzazione di eventi di incoming e outgoing: dal 6 all’8 maggio 2008 è, infatti, in programma l’evento di incoming “Italy – US Aerospace Business Networking” che porterà i rappresentanti di imprese ed università statunitensi in Campania per una serie di visite e incontri B2B con le aziende del territorio; seguirà nei mesi successivi una missione di outgoing in Giappone. - la creazione di un incubatore per la nascita e lo sviluppo nella Regione di imprese ad elevato contenuto tecnologico : progetto CRIBAPARK, nell’ambito del quale è prevista per il prossimo aprile la pubblicazione del primo bando, che metterà a disposizione 1.450.000 Euro , con cui saranno finanziati tra gli 8 e i 12 progetti innovativi d’impresa. - la prosecuzione del programma per lo scambio di risorse umane : dopo il positivo riscontro ottenuto dal bando per l’assegnazione delle borse di studio a neolaureati campani per lo svolgimento di stage presso le aziende aerospaziali della regione del Quebec in Canada, sono state avviate altre iniziative analoghe con il polo aeronautico di Tolosa, le Università di Cambridge, Londra e del Galles e le Università americane; ed a queste si aggiungeranno in futuro nuove ed interessanti collaborazioni con gli atenei dei cosiddetti paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). - l’intensificazione dell’attività di comunicazione e promozione del comparto aerospaziale in Campania, attraverso l’implementazione di un portale web dedicato (www.campaniaerospace.it) , in grado di fornire informazioni su capacità produttive e di ricerca del settore, finanziamenti, accordi e collaborazioni tra le imprese, lavoro e occupazione. |
| Pronto al volo “POLLUCE”: secondo esemplare di lab |
| Pronto al volo “POLLUCE”: secondo esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota del CIRA Martedì, 19 febbraio 2008 A un anno dal primo volo di “Castore”, il Presidente del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) Sergio Vetrella ha annunciato oggi l’avvio della fase operativa della “Campagna Arbatax 2008” relativa alla seconda missione che, questa volta, vedrà come protagonista “Polluce”, il secondo esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota. In serata, il velivolo progettato e realizzato dal CIRA con il contributo di importanti industrie nazionali del settore, sarà infatti trasferito dalla sede del Centro, dove è stato assemblato, all’Aeroporto di Tortolì in Sardegna. Il lancio, sempre con pallone stratosferico, avverrà tra marzo e aprile. Il giorno preciso dipenderà dalle condizioni atmosferiche, dai limiti operativi imposti da ENAC/ENAV per la salvaguardia del traffico aereo, nonché dall’eventuale concomitanza di altre attività presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ). “Polluce” è molto simile a “Castore”, ma più avanzato. L'esperienza operativa maturata con il primo lancio, così come l'elaborazione dei dati raccolti dai computer di bordo e trasmessi, via satellite, alle stazioni di terra, hanno consentito, infatti, di perfezionare questo secondo velivolo e di progettare una seconda missione più complessa, sia dal punto di vista delle velocità da raggiungere, che delle manovre da effettuare durante il volo. Rispetto al primo, il prossimo lancio sarà caratterizzato da una quota di sgancio del velivolo dal pallone stratosferico di 25 km; oltre ad una manovra di richiamata più lunga, il velivolo compirà anche una manovra di “alfa-sweep”, tale cioè da variare l’angolo d’attacco mantenendo costante la velocità, ed una virata; la velocità massima raggiunta sarà di Mach 1,2 (circa 1.500 km/h) contro i Mach 1,07 del primo volo. Terminata la fase sperimentale, un’ulteriore manovra porterà al rallentamento del velivolo fino ad una velocità prossima a Mach 0,2 (circa 250 km/h), che consentirà l'utilizzo di un paracadute convenzionale prima della fase di ammaraggio. La durata di questo secondo volo sperimentale sarà di circa 140 secondi contro i 47 del primo. Il velivolo, la cui funzione è quella di laboratorio volante, servirà ad estendere le conoscenze già acquisite nei settori di aerodinamica e strutture e a testare l’affidabilità delle tecnologie e delle leggi di controllo utilizzate per la navigazione con guida automatica. Nelle ultime fasi di preparazione al volo, sarà completata l’istallazione a bordo di un esperimento passeggero proposto da una PMI e basato sull’uso della tecnologia MEMS (sistemi elettromeccanici miniaturizzati) per la misurazione delle accelerazioni caratteristiche del volo. In futuro, Polluce sarà a disposizione di quanti, tra aziende, enti di ricerca, università, rispondendo all’Announcement of Opportunity, vorranno sfruttare i voli dell’USV per condurre esperimenti, sia sulla base delle apparecchiature già esistenti a bordo, sia imbarcando proprie strumentazioni in uno spazio appositamente progettato. La realizzazione della prossima missione vedrà ancora una volta il coinvolgimento massiccio di enti governativi come l’ASI, per il supporto alle operazioni di lancio; l’Aeronautica Militare, per l’utilizzo della stazione mobile per la telemetria relativa agli esperimenti scientifici e delle capacità del PISQ; l’ESA per l’utilizzo del sistema satellitare Artemis per le telecomunicazioni; la Marina Militare, per le operazioni di recupero del velivolo e del carrier dopo l’ammaraggio. Concepito nel 2000 e avviato nel 2002, il programma USV (Unmanned Space Vehicles) è giunto in poco più di quattro anni ad effettuare un primo lancio, con “Castore” (che con oltre l’80% degli obiettivi raggiunti è stato un successo non solo per il CIRA, ma per tutto il sistema aerospaziale italiano), ed ora a solo un anno di distanza si prepara al secondo lancio, con il velivolo gemello “Polluce”, ed un terzo volo è già previsto per la fine dell’anno. Obiettivo di questa missione e di quelle in programma è l'acquisizione di dati relativi al volo transonico e supersonico con la prospettiva di investigare, nel prossimo futuro, anche le complesse fasi del volo ipersonico (5000-6000 km/h) in atmosfera e di rientro dallo spazio per mettere a punto alcune delle principali tecnologie e metodologie che consentiranno alle nostre imprese di sviluppare i futuri velivoli spaziali e transatmosferici in grado di ridurre notevolmente il tempo di collegamento tra diversi continenti. |